9a ritorno - Calcio Club Lonigo

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9a ritorno

LE CRONACHE > 2007/2008

C.C.Lonigo - La Favorita  3-0  Bellini, Spoladore (R), Perin
9a giornata ritorno  4  aprile 2008

Prima del solito terzo tempo, ossia, la cena post partita, che sfortunatamente non si svolge più presso gli spogliatoi del campo di S.Marina, mi sono soffermato con un grande del calcio leoniceno che in ogni serata di campionato mette "anima e core" per i compagni di squadra e la maglia: Mauri Manega.
E, tra un aperitivo ed una Merit ed un autografo fuori dal Ristorante, il regista Manega, mi rilascia del via del tutto eccezionale un'intervista.
G=Giampe
M=Mauri Manega

G:Allora Maurizio cosa ci racconti?

M:Eccomi qui. Stasera sono stanco. Stanco di giocare ancora questo ruolo di assist-man-prodigio! Stanco di veder vincere. Stanco di veder piangere i miei atleti colleghi. Ho dato tutto per loro!. La loro gioia è il mio impegno, la mia vita passata tra gli spogliatoi, i contratti ed il pallone. Stanco di far segnare e far sognare. Stanco di gioire vedendo giovani entrare in carriera e i vecchi lasciarmi per altre mete, la pensione, il lavoro in Banca o magari nell'artigianato. Sono stanco di poter dire che io sono il loro padre, il loro club, la loro partita della vita. Stanco di tornare a casa e vedere la folla di giornalisti e paparazzi che giornalmente mi aspettano davanti alla mia villa di Praissola. Stanco di soldi, fama, donne e successo.Stanco di televisione e teleconduttrici. Stanco di ridere e far divertire. Stanco di dover ogni giorno confrontarmi con un incontro, un'area, una rete, un terzino ed un portiere mastino! Stanco di affrontare Mister che ti vogliono per tutti i 90 minuti, e tutti i campionati della stagione. Stanco di andare in concessionaria a cambiar fuoriserie ogni fine del mese, ed incontrare il mio procuratore, che ha la lista degli ingaggi possibili, per i prossimi 20 anni. Stanco di incassare soldi e di fare del bene in beneficienza. stanco dei titoli, e dei Palloni d'Oro! Stanco di vestirmi di moda, ancor prima che venga inventata. Stanco di abbracci e pacche sulle spalle. Stanco di Pizzul e Martellini, di Nazionale ed Internazionale, di Lippi, Trapattoni, Percali e Donadoni. Stanco di correre tra uno stadio ed un altro. Ma felice di vivere.

G:Bene Mauri, mi piace la tua concretezza nelle risposte.

M: Lo sai Giampe che in te vedo il sorriso e la professionalità giornalistica, perciò stasera il mio cachè è sotto il trentino di euro! Ma una preghiera Giampe: fai in modo di far sapere al Mister Percali, che durante le prossime partite mi cambi. Che dia il modo ad il resto della squadra di poter giocare. Di poter entrare al mio posto qualcun'altro, in mio onore, di portare avanti dopo i miei minuti di gioco, gioia, felicità, lealtà, preghiera, stile, classe e sopratutto generosità. Perchè è tutto ciò che desidero adesso, nel pieno della mia immensa carriera.

G: Ok, Maurizio,farò il possibile per farglielo sapere! Ma adesso, dimmi con le tue modeste e chiare parole da vero figlio del pallone, la cronaca di questa serata, condizionata sempre dalla tua immensa presenza a tutto campo!!

M: Mah , caro modesto amico giornalista, devo dirti che il primo tempo, dopo il mio consueto prepartita carico di spinte morali e ginniche verso i miei compagni, non è stato un granchè, ci siamo rivolti verso l'avversario, reduce da una bellisima vittoria contro la blasonata squadra del Boca Junior, in modo del tutto disordinato e confuso. Solo io, ovviamente ho dato qualche accento al periodo, con palle stile-spettacolo, che mi hanno fatto ricordare i bei anni passati in Inghilterra e Germania. Ma niente è accaduto, ripeto, nel primo tempo, salvo un accidentale fischio di fine periodo da parte del giovane e fisicissimo arbitro, che involontariamente, mancanza l'orologio, mancanza la tranquillità dovuta alla verde età, faceva finire con un anticipo di un quarto d'ora la fine del primo tempo. Cosa mai successa nella mia carriera professionistica, eccetto, durante la Coppa d'Africa in Costa d'Avorio, di qualche anno fa, ma a quel tempo dovuta da un invasione del campo di Fenicotteri ed Mandragole.

G:Il secondo tempo, Manega, come si è sviluppato invece?

M:Il secondo tempo , è stato caratterizzato dai un mio sfogo negli spogliatoi, nella pausa, dove, con le lacrime agli occhi ed il Rosario in mano, ho inveito paternamente contro il basso livello di gioco. Mi ricordo le parole dette: "Deio buteli, ghè 'naltro tempo, dialo boa, che la masciazza!"

G:Parole uscite dal cuore, dal talento!

M:Certo, tu sì che comprendi il mio gergo ed i miei studi fatti ad Oxford!

G:Poi?

M: Poi la svolta. Il mister Perca cambia tattica ed al 15° si segna con Zanza (Zazzaron,ndr), che appoggia in porta un pallone rotolante e poco violento. Merito mio ovviamente. Io distribuisco gloria a tutti! Poi, con il cuore in mano, entra Lele Benetazzo e Gigio, due uomini come me con talento meno di me, cha cambiano faccia alla partita. distribuisco palloni e cross ed, al 25°, Marco Volpato, mio pupillo, fatto acquistare da me, calcia un cannonata in porta che viene, in un modo fulmineo e rocambolesco "parata" con un gesto davvero atletico, che mi faceva ricordare i miei trascorsi Olimpici a Monaco, che causa rigore ed espulsione del medesimo terzino.

G:Lo battesti tu?

M: Io? Scherzi?Io dono. Io dò. Io faccio il calcio e lo faccio provare a tutti. Regalo i miei goal, e faccio divertire con il mio altruismo! Lo feci battere al buon Gigio che, sotto mio consiglio, lo calciò in modo perfetto, facendomi ricordare il rigore battuto contro l'Arsenal nella finale di Champions dell''88!

G: 2 a 0?

M: Certo, Giampe, 2 a 0! Due miei goal, fatti fare ai miei sudditi compagni di gioco. Insistetti poi con il Mister per poter fare entrare il mio caro adepto Pero Perin. Ragazzo in gamba, milanista convinto. Cosa mi combina Perin? Sottraendomi il pallone dai piedi, ed io con un sorriso regalandoglielo, dopo un incauto tirello di Zanza, sfondava la rete sul sette, sancendo il 3 a zero, e dedicando il goal, ovviamente a me!

G: Bel finale insomma!

M: La storia ci insegna che tutto è possibile. Che io sono il calcio e gli altri il pallone. Che la maglia è la mia vita, ma sopratutto quella Kich e firmata. Che i Jeans gli ho inventati io e sopratutto il modulo a zona. Che "La sai l'ultima" è una mia trovata, ma sopratutto "Il processo" di Biscardi. Che le Veline me le sono fatte tutte, ma sopratutto ogni tipo di integratore vitaminico. Che il Chievo mi vuole, ma anche la pallavolo Femminile. Che non c'è giorno che io non giochi a calcetto, ma anche a scopone. Che tu, Giampe sei un pazzo ed io pure. E che anche stasera, nonostante tutto, scherzi a parte, finzioni a parte, quello che scriverai sarà un po' vero ed un po' inventato. Perchè, alla fine quello che unisce il vero o il fiabesco, non è tanto la realtà, ma la realtà che alla fine si sta insieme, sorridendo, e dandoci l'appuntamento al prossimo allenamento. Alla prossima partita. Al prossimo campionato. Alla prossima cena. Alla prossima discussione. O alla prossima stretta di mano. Perchè il calcio, ai nostri,livelli, è la vera passione del calcio!

G: Sono commosso Mauri.

M:Anch'io, in particolar modo quando vedo i peli di Zanza, le camice del Santi, le mie eccentriche magliette e la mia squadra!!

Alla fine dell'intervista, andiamo a cena, ed ovviamente lui è l'istrione, il fulcro, l'ombelico, il sole di tutti.
Paga lui naturalmente. Come ogni volta che lui c'è e che il suo modo signorile fa da maestro.
E' stata la più bella intervista della mia vita. E lui lo sa!
Un po' finzione. Un po' realtà. Molta stima, per el Manega e tutti i "tosi" del Calcio Club Lonigo.
Dal "dopo partita" di Lonigo-La Favorita, questo è tutto.

Giampe.


 
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