6a andata - Calcio Club Lonigo

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6a andata

LE CRONACHE > 2012/2013

Montecchio Maggiore, 12.11.2012
ACA SAN VITALE  -  CC LONIGO    3 – 3

Andata 6^ giornata
Formazione :
Girardi, Bressan, Tanferi, Bacoi, Dian, Todescato, Mizzon D., Zazzaron, Chita Mihai Cristian, Zordan, Valle E.
Entrati :
Pieriboni, Iobbi, Valle F., Mizzon A., Allocca
Non entrati :
Soro, Chita Mihai Daniel

MISSION IMPOSSIBLE FIVE
Ieri sera, nello storico campo di Montecchio Maggiore della Società San Vitale, è andato in onda il quinto sequel del film "Mission Impossible" la famosa saga che ha per protagonista Tom Cruise. I giocatori del CC Lonigo sono usciti incredibilmente indenni (per come si erano messe le cose) dalla partita, come i protagonisti del film, uscivano  indenni superando difficoltà ai limiti dell’inverosimile, riuscendo poi all’ultimo secondo a risolvere situazioni al limite delle possibilità umane, con una trama che solo i registi di Hollywood sanno inventare. Ebbene, ieri sera a Montecchio Maggiore deve esserci stata la regia occulta di Brian De Palma o di Steven Spielberg, visto l’andamento di una partita che vedeva l’ex capolista Lonigo con ancora zero gol subiti da inizio campionato, al 33° della ripresa, quindi a due minuti dalla fine dei tempi regolamentari, sotto di ben tre reti, e che si concludeva, dopo 5 minuti di recupero sul 3 a 3 .

L'ENIGMA PORTIERE
Con un portiere in tribuna per squalifica (non è una novità) e l'altro a Parigi in vacanza, fino a poche ore dall'inizio della partita, non si sapeva ancora chi avrebbe difeso la porta del CC Lonigo nel posticipo serale del lunedì. Durante tutte le giornate di sabato e domenica ci sono stati febbrili e intensi contatti tra i dirigenti della società  e i responsabili tecnici per discutere sulle possibili soluzioni, tanto che poi, per tutta la mattinata del lunedì, c'è stata una affannosa ricerca sfociata in numerosi contatti per il tesseramento addirittura di un terzo portiere. Oltre che ad alcuni nomi di buon livello che non hanno voluto accettare un contratto a tempo, si sono rispolverati anche alcuni nominativi che sinceramente pensavo non esistessero più nel panorama calcistico leoniceno e che per fortuna hanno rifiutato. Quando ormai sembrava non esserci più nessuna soluzione se non l'estrazione a sorte tra la rosa dei giocatori, ecco che "niente po' po' di meno che" , il nostro centravanti, ricordandosi di alcuni suoi lontani trascorsi in mezzo ai pali in età giovanile, si offriva volontario alla causa. Bisogna dire che se l'è cavata egregiamente e che su almeno due dei tre gol subiti, non poteva farci niente. E' andato così bene che a fine partita ho sentito qualcuno bisbigliare < ...l'è mejo in porta che non fa in ataco...>.

IL GOL DELLA BANDIERA
Ad un quarto d'ora dalla fine, sullo 0 a 3 e tra lo scoramento generale in panchina (eccetto l'allenatore, bisogna dirlo) e tra i tifosi in tribuna, in campo invece la squadra stava dando prova di grande carattere, di tenuta atletica e di un buon calcio, alla ricerca almeno del fatidico gol della bandiera, anche perché c'era la convinzione di non meritare certo quel risultato.
Così, a due minuti dalla fine, quando Emilio Bressan (si, proprio lui, il difensore che in un anno e mezzo che conosco avrò visto oltrepassare la metà campo si e no un paio di volte) si è avvicinato quatto quatto, zitto zitto, all'area di rigore avversaria, e quando ha visto Andrea Mizzon recuperare un pallone vicino alla bandierina del calcio d'angolo, girarsi e guardare in mezzo all'area, si è infilato di soppiatto ed è ricomparso come d'incanto al limite dell'area piccola, dove Andrea gli ha messo un pallone (alla Cassano) che è bastato solo spingere per il gol dell'uno a tre. Ed è a questo punto che ho assistito ad una scena che in tanti anni di calcio mai mi era mai capitato di assistere. Non mi era mai capitato di sentire, rivolte al giocatore che aveva appena segnato un gol, una tale quantità di improperi e di offese da parte di alcuni compagni ma soprattutto da parte dell'allenatore, che la cosa mi ha lasciato in un primo momento letteralmente esterefatto, anche se subito dopo però anch'io mi sono unito al coro
Si perchè non è possibile, anche se solo a due minuti dalla fine, ma con un recupero che si prospettava consistente, segnare il gol di una possibile anche se difficilissima rimonta, e non raccogliere con sollecitudine il pallone in fondo alla rete ma girarsi e tornare lentamente verso il centro del campo. Ed è stato così che Emilio, convinto di avere messo a segno il gol della bandiera, invece di essere festeggiato e stato invece sommerso di lamentele, tanto che penso che ancora per i prossimi due anni non oltrepasserà più la metà campo.

P.S. : per la cronaca il pallone è andato a recuperarlo il Zazza, che si è vergognato tanto per il cognato.

LA GIOIA E LA RABBIA
Palla al centro e si riparte, l'arbitro segnala i cinque minuti di recupero e il San Vitale si prende il tempo per un altro cambio, ma comincia ad avere paura. Di fronte ha ora un Lonigo incontenibile che, abituatosi ormai anche alla novità del fondo sintetico, macina gioco che è un piacere, con fitte trame palla a terra, scambi di prima, improvvise aperture sulle fasce e mette alle corde i padroni di casa che capitolano di nuovo al secondo minuto di recupero. Scambio stretto al limite dell'area Mizzon A. - Zordan – Mizzon A. con quest'ultimo che entra in area e da posizione centrale mette in rete con un tocco morbido mandando palla da un lato e portiere dall'altro. Palla questa volta recuperata velocemente ( ..e chi lo sentiva stavolta il mister?) e si riparte. Quinto e ultimo minuto di recupero, azione concitata nell'area di casa e arbitro che si prende il coraggio di assegnare un rigore contestato dai locali per un presunto fallo sul portiere. L'arbitro non ha esitazioni, e non ne ha nemmeno il nostro centravanti che, vestito da portiere, calcia con freddezza il pallone dell'incredibile pareggio. La partita finisce, come nel film, con un incredibile colpo di scena finale e Girardi, il nostro centravanti/portiere, come il protagonista principale, si prende l'ultima scena per un finale misto di gioia e di rabbia.
Gioia per l'impresa insperata, rabbia perché con altri due minuti avremo probabilmente vinto una partita comunque buttata, ma rabbia soprattutto per i padroni di casa che si sono visti sfilare dalle tasche una partita praticamente chiusa, incolpando di questo l'arbitro, escamotage per non guardare alle colpe proprie, sicuramente più gravi e più brucianti.

PRIMATI PERDUTI
Alla fine di questa giornata non siamo più in testa alla classifica, la nostra porta non è più inviolata e non abbiamo più il migliore attacco del girone, ma questa partita dovrebbe averci insegnato molto e accresciuto notevolmente il bagaglio di esperienza e non solo per i giocatori ma per tutte le componenti della squadra, allenatore e dirigenti compresi. Dovremmo avere capito con quale spirito si affrontano le partite e la lezione ci servirà sicuramente nel prosieguo del campionato, perché se così non fosse....è meglio che cambiamo sport.

By Belu Sr

 
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